L'ecoscandaglio è uno strumento che emette un segnale ad ultrasuoni (da 50 a 200 kilohertz) diretto verso il fondo del mare, il quale viene successivamente rilevato al suo ritorno. Esso trasforma in distanza il tempo che le onde sonore impiegano per fare il tragitto andata-ritorno, considerando che la velocità di propagazione sott'acqua delle onde sonore è di 1.500 m/s. La sonda è installata in un passascafo situato davanti alla chiglia dell'imbarcazione.
Tarare l'ecoscandaglio
L'operazione di taratura dell'ecoscandaglio si effettua in porto. Usando uno scandaglio a mano si misura l'altezza dell'acqua a sinistra e a destra della barca, in prossimità della installazione dell'ecoscandaglio.
L'ecoscandaglio viene regolato sulla media delle due altezze, cosicché esso indicherà la profondità dell'acqua in qualunque luogo si trovi la barca. Questa misura, corretta dell'acqua ottenuta dal calcolo di marea, darà la quota di profondità corrispondente sulla carta, e permetterà di verificare la posizione della barca.

Rimane da regolare l'allarme fondo basso, che si attiva quando la profondità è inferiore a quella programmata. A questo proposito conviene mantenersi di manica piuttosto larga: con un pescaggio di 2 metri e un allarme regolato sui 2,50 metri, se il fondale è in pendenza ci sarà ben poco tempo per reagire quando l'allarme suonerà su una barca lanciata a piena velocità. Lo stesso si può dire in caso di impatto con un'onda molto grossa.
In navigazione l'allarme alto e quello basso possono essere regolati in modo da seguire le quote di profondità (per esempio, si può seguire una profondità di 10 metri con un allarme alto di 12 metri ed uno basso di 8 metri).
Si può anche tarare l'ecoscandaglio in modo che dia l'altezza dell'acqua che c'è sotto la chiglia, ma questo significa privarsi dell'altezza reale dell'acqua, parametro interessante da usare in navigazione.
I più moderni e sofisticati ecoscandagli consentono di seguire su uno schermo l'evoluzione della natura dei fondali, rappresentando un aiuto supplementare alla navigazione: i colori dei fondali cambiano in funzione della loro natura (fango, roccia, sabbia, ecc.), ma occorre un minimo di esperienza per avvalersi di tali informazioni.
Ecoscandaglio e scandaglio a mano
Questi due tipi di scandaglio non sono paragonabili fra loro. L'ecoscandaglio consente di scandagliare a grande profondità e dà informazioni precise e continue. Lo scandaglio a mano ha il merito di di poter controllare e regolare l'ecoscandaglio, e soprattutto... non si rompe mai! Riempiendo di sego l'apposito foro sul fondo del peso, esso dà anche indicazioni sulla natura del fondale.
L'ecoscandaglio non richiede una grande competenza da parte dell'operatore, mentre lo scandaglio a mano richiede una certa pratica per essere utilizzato su una barca in navigazione. La sagola è preparata in un secchio o posata alla rinfusa sul ponte. Chi lo lancia si pone di solito sottovento a metà barca tenendo la sagola nella mano sottovento e il piombo a filo d'acqua. Si sforza di imprimere al piombo un movimento a pendolo, per lanciarlo il più lontano possibile verso prua (deve avere il tempo di toccare il fondo prima che la barca lo superi). Più la barca va veloce e più lontano bisogna lanciarlo. Toccando l'acqua, il piombo fa un "pluf" lasciando una traccia visibile sulla superficie dell'acqua. Quando si passa all'altezza del "pluf", si tende la sagola in verticale: la sua lunghezza indica la profondità.