In uno scafo ci sono molti fori: evacuazione del lavandino, dei bagni, del pozzetto, i passascafo, i sensori del log, dell'ecoscandaglio, della presa d'acqua del motore, ecc. Sono parecchi, se si considera che ci si aspetterebbe uno scafo a tenuta stagna!
Le falle provocate da un'avaria su un passascafo o su uno dei tubi ad esso collegati, sono qualificati come "ordinarie". Per capire che cosa può comportare una di queste vie d'acqua "ordinarie", consideriamo che un'apertura di 34 millimetri di diametro situata a 30 centimetri sotto la linea di galleggiamento ha una portata di ben 130 litri al minuto. Le falle ordinarie si formano per la cattiva qualità del montaggio, a causa di una manutenzione insufficiente, o per un semplice strappo in seguito ad un urto con un oggetto pesante.
Quanto alle falle meno ordinarie, esse sono generalmente conseguenza di un urto con un relitto, di un tallonamento, di un abbordo, dello strappo dell'albero dell'elica e della sua staffa per mezzo di una rete, ecc.

Un buco di 10 centimetri di diametro, sempre sotto i 30 centimetri sotto la linea di galleggiamento, la portata d'acqua che entra è di circa 1000 litri al minuto. Quindi, se la capacità totale del sistema di pompaggio è insufficiente, la situazione diventa subito disperata, poiché non è a rischio soltanto la galleggiabilità, ma a brevissimo la stessa stabilità, compromessa dalla carena piena d'acqua.
Una falla può anche essere provocata da un'ondata imbarcata dal tambucio o, più insidiosamente, da un oblò della chiglia o del pozzetto mal chiuso. Tuttavia uno squarcio nella chiglia di una barca in poliestere non è necessariamente sinonimo di via d'acqua importante: grazie all'elasticità del materiale, esso tende a richiudersi.
Come evitare le falle?
I collegamenti di ogni tubo che corrono sotto la linea di galleggiamento devono essere controllati con attenzione e regolarità (verificandone la chiusura a tenuta stagna). Ma bisogna anche pensare al peggio: i collegamenti possono mollarsi, i tubi tagliarsi, la valvola non fare il proprio dovere, ecc.
Il regolamento di sicurezza impone che il fissaggio dei tubi che sbucano sotto il galleggiamento sia munita di due fascette di chiusura, o di una fascetta larga a ogni estremità e che dei tappi smontabili siano posti in prossimità dei fori dell'ecoscandaglio e del solcometro.
Tutti, a bordo, devono conoscere la posizione dei passascafo e delle valvole, delle pompe di sentina (il filtro si trova nell'estremità inferiore del tubo di pompaggio), delle pompe, dei loro comandi elettrici (o delle leve di comando manuale), dei secchi (a bordo ce ne devono essere almeno due, di almento sette litri ciascuno di capienza, entrambi muniti di una lunga cima) e la posizione del premistoppa.
Prima di andare per mare, il capobarca deve verificare il buon funzionamento e la portata di ogni pompa.
Cosa fare in caso di falla?
- La falla "normale". Iniziate assaggiando l'acqua: all'origine della via d'acqua potrebbe esserci un'avaria al serbatoio dell'acqua dolce. Se l'acqua è calda, vuol dire che proviene dal circuito di raffreddaento del motore. Se si tratta di acqua di mare, qualunque ne sia la causa, chiudete tutte le valvole e verificate ogni passascafo. Controllate tutte le tubature, soprattutto il circuito di raffreddamento ad acqua di mare. Una volta identificata la via d'acqua, tappatela (basta una mano posata sull'apertura) e poi fermatela con un tappo o un cuneo adeguato. Scaricate l'acqua imbarcata.
- La falla "straordinaria". In un primo tempo valutate la portata dell'acqua. Se è notevole, ordinate immediatamente l'evacuazione della barca e lanciate un messaggio "MAYDAY". Altrimenti, identificate il più rapidamente possibile la causa della falla e la sua posizione. Mettetevi alla cappa sul bordo giusto (ad esempio mure a dritta se la falla è a dritta) per diminuire la pressione e quindi la portata dell'acqua. Mettete un "paglietto", cioè una specie di cuscino ricoperto da una busta stagna, appoggiato sul foro: dovrebbe tappare la falla, anche se probabilmente non la arresterà. Si può anche cercare di chiudere la falla dall'esterno dello scafo: applicate sulla falla un telone impermeabile (per esempio la tormentina) assicurato con delle cime. Anche se l'acqua continua a gocciolare, se le pompe riescono a mantenere la stabilità e la galleggiabilità della barca la situazione è normalizzata. Se il gocciolamente residuo è difficile da eliminare, continuate a lottare per salvare la barca. Quando la portata dell'acqua resta importante, diventa d'obbligo pensare al peggio e prepararsi all'evacuazione della barca.
Se vi è certezza di naufragio, lanciare il "MAYDAY" e organizzare l'evacuazione della barca. Chiudete tutte le aperture in coperta e di discesa sottocoperta; otturate tutte le prese d'aria per favorire la formazione di sacche d'aria all'interno, che ritarderanno il più possibile l'affondamento della barca e daranno all'equipaggio il tempo di evacuare con ordine.