I fari possono essere costruiti sulla terra o trasportati in mare insieme a un segnale diurno; indicano zone caratteristiche della costa, o pericolose per gli avvicinamenti alle coste, e le grandi rotte marittime; danno alle barche la possibilità di fare  il punto e le guidano verso il porto o in passaggi delicati.

I fari si accendono da soli, secondo la luminosità circostante, e di solito rimangono in funzione dal tramonto all'alba. Certi fari, in zone particolarmente pericolose, rimangono sempre accesi.

Il simbolo cartografico del faro è sia una goccia color magenta con in mezzo una piccola stella nera e chiara nel centro, sia un cerchio con un punto nero in centro. A fianco del simbolo sono segnate le caratteristiche del faro, che permettono di identificarlo con precisione nel paesaggio costiero.

Ogni faro è definito dalla sua caratteristica luminosa (fisso, a lampi, intermittente, isofase, scintillante, direzionale), dal colore, dal ritmo, dal periodo e dalla portata. Può anche essere a settori.

Faro o fanale?

Un faro è un fanale di una certqa importanza. Per chiamarsi faro, deve avere almeno due di queste quattro caratteristiche: grande potenza luminosa (superiore a 100.000 candele), un'altezza considerevole (più di 20 metri), essere un segnale d'atterraggio o di segnalazione della costa (sulle coste italiane c'è un faro ogni 35 miglia circa), essere sede distaccata del Servizio Fari.

I fari abitati sono ormai pochi. La loro manutenzione generale, come anche quella delle lanterne, è assicurata dal Servizio Fari, ma i pavimenti e il rame non ricevono più le cure giornaliere dei loro custodi meticolosi. L'energia elettrica è fornita da una linea, un gruppo elettrogeno, batterie ricaricabili o pannelli solari.

Le caratteristiche di un faro

faro luce fissa Camera a

Faro a luce fissa (F). La luce è continua e della stessa intensità.

faro luce lampi Camera a

Faro con luce a lampi (Fl per Flashing). La fase di luce (i lampi) è più breve della fase di oscurità: Spesso sono più potenti di altri fari e di solito i lampi sono di colore bianco (ma non sempre).

faro luce intermittente Camera a

Faro a luce intermittente(Oc). La durata della luce è più lunga della durata dell'oscurità.

faro luce isobase Camera a

Faro a luce isofase (Iso). La durata della luce è uguale a quella dell'oscurità.

faro luce scintillante Camera a

 Faro a luce scintillante (Q per Quick). L'alternanza luce/oscurità avviene con fasi rapide (da 50 a 79 lampi al minuto). Lo scintillìo può essere continuo oppure può essere interrrotto da un periodo di oscurità. Gli scintillii possono essere raggruppati per sequenza.

faro direzionale Camera a

Faro direzionale (Dir). Le abbreviazioni F, Fl, Oc, Iso, Q sono talvolta precedute da Dir quando il faro è direzionale (per esempio Dir Oc). Un faro direzionale è visibile in modo molto intenso in uno stretto settore che delimita la zona di navigazione (per esempio per condurre all'ingresso di un porto).

Colore, fase e periodo di un faro

Colore. Di solito i colori sono tre: bianco (W per white), rosso (R per red) e verde (G per green). Molto raramente si trovano fari di altri colori: blu (Bu), viola (Vi).

fase di un faro Camera a

La fase di un faro è l'organizzazione (successione e durata) di luce e oscurità: numero di lampi, scintillii, eclissi, ecc.

periodo di un faro Camera a

Il periodo di un faro è l'intervallo di tempo, in secondi, necessario a compiere un ciclo completo di fasi di luci e oscurità, al termine del quale il faro ripete la stessa sequenza.

Così, se troviamo su una carta nautica "Fl.(3)W.10 s." dobbiamo leggere "Faro a 3 lampi bianchi ogni 10 secondi" (3 = fase; 10 s = periodo).

Se la carta non precisa il colore di un faro, vuol dire che è bianco.

Portata di un faro

Per vedere un faro sono necessarie contemporaneamente tre condizioni: che l'intensità della luce sia sufficiente; che il faro non sia nascosto a causa della forma rotonda della Terra; che la visibilità tra il faro e l'osservatore sia sufficiente (trasparenza dell'aria).

Le carte recenti e il libro dei fari danno la portata nominale dei fari, cioè la distanza dalla quale essi possono essere visti in situazione atmosferica omogenea e con visibilità meteorologica di 10 miglia marine. Può però succedere di essere troppo bassi sull'acqua per vedere il faro a questa distanza.

La portata nominale è data per una visibilità di 10 miglia nautiche. Se la visibilità è diversa, una piccola tabella contenuta nel libro dei Fari e fanali consente di calcolare la portata luminosa del faro per la visibilità esistente.

Un'altra tabella dello stesso libro permette di conoscere la portata geografica di un faro (la più grande distanza da cui può essere visto un faro, in funzione della curvatura della Terra, dell'altezza del faro e dell'occhio dell'osservatore).

Il faro a settori è molto utile per la navigazione notturna. Assume colori diversi a seconda del luogo dal quale è osservato. La maggior parte delle volte è rosso nel settore dove ci sono pericoli, bianco aqltrove, ma non è una regola assoluta e perciò bisogna consultare la carta. Un faro direzionale non è altro che un faro a "piccoli settori".

Fari direzionali e allineamenti

I fari direzionali sono i fari più facili da utilizzare. Sono posti nell'asse di un canale, il pennello luminoso bianco è rafforzato al centro. Due fari direzionali sono spesso sincronizzati per formare un allineamento. Le barche si trovano sull'allineamento quando i due segnali luminosi sono perfettamente uno sopra l'altro.

Può succedere che il passaggio segnalato dall'allineamento sembri troppo vicino agli scogli. Se i fari sono identificati con precisione, non bisogna dubitare: è proprio lì che la barca sarà al sicuro.